Negli ultimi anni, il mondo della moda ha assistito a una serie di operazioni di rebranding che hanno ridefinito l’identità di alcuni dei marchi più iconici del settore.
Cos’è il rebranding?
Si intende, con il termine rebranding, una rivisitazione o ridefinizione, più o meno incisiva di un brand, che comporta un suo riposizionamento sul mercato. Il tutto, mediante un insieme di azioni e strategie di marketing volte a fornire una nuova immagine e identità al brand. Non ci si limita a un semplice cambio di logo o di packaging, ma rappresenta una trasformazione profonda che riflette l’evoluzione dei valori aziendali e la volontà di rispondere alle nuove esigenze del mercato. Attraverso strategie di riposizionamento, i brand cercano di adattarsi ai cambiamenti culturali, di intercettare nuove generazioni di consumatori e di mantenere alta la loro rilevanza in un panorama sempre più competitivo.
Spesso i rebranding riguardano aziende note e già di successo.
I rebranding di…
Burberry
Il brand nasce nel 1856, da un’idea di Thomas Burberry. La sua mission? Creare vestiti che proteggessero le persone dal freddo inglese, e che le tenessero al caldo contro le basse temperature.
Storico simbolo del brand è il cavaliere equestre, che ha accompagnato per svariati anni il logotipo di Burberry. L’icona del cavaliere non è casuale: infatti, la casa di moda ha vestito i soldati inglesi durante le prime due guerre mondiali producendo per loro armature.
La svolta avviene nel 2018 sotto la direzione artistica di Riccardo Tisci.
Il nuovo logo, disegnato dal graphic designer Peter Saville, annuncia una nuova era per l’azienda. Si abbandona l’icona equestre, e si etichetta il brand come più moderno e a passo con i tempi.
Nello stesso anno si presenta anche un monogramma – “TB”, ispirato alle iniziali del fondatore – con alcuni colori tipici della palette del brand: beige Burberry, bianco classico e arancione miele.
Nel 2022 Burberry entra in un’ulteriore fase di innovazione, la quarta, sotto la supervisione del nuovo direttore creativo Daniel Lee.
L’azienda abbandona il minimalismo che l’ha accompagnata negli ultimi anni e ritorna all’utilizzo di un font serif.
Ad oggi, il logo è blu, mentre lo sfondo è in bianco avorio. Ma l’aspetto più significativo è il recupero del simbolo equestre che negli ultimi anni il brand aveva abbandonato.
L’identità visiva di Burberry ha subito diversi cambiamenti nel tempo. Ma mai come ora, con il recupero dell’iconico simbolo, più che di rebranding si può parlare di un vero e proprio retrobranding. Si fa leva sul sentimento di nostalgia, unendo, però, il ritorno al passato a una spiccata tendenza innovativa.
Tiffany & Co
Tiffany & Co. è un colosso nel settore dei gioielli di lusso.
Lo storico marchio ha operato un’azione di rebranding non indifferente negli ultimi anni, attraverso campagne che hanno fatto discutere e altre che hanno avvicinato un pubblico più giovane al brand. Tiffany & Co. ha raccontato la voglia di “svecchiarsi”, di puntare ad un target diverso attraverso una campagna OOT a New York e Los Angeles dal titolo “Not your mother’s Tiffany”. Tutto questo solo un paio di anni fa, sotto la coordinazione della nuova direttrice creativa Nathalie Verdeille.
La campagna ha suscitato grande clamore e polemiche da parte del pubblico più tradizionale e consolidato del brand, che ha visto in Tiffany la volontà di distaccarsi dalla sua precedente immagine. E, di conseguenza, dalla sua clientela abituale.
Poi è stato il turno della campagna “About Love” con protagonisti Beyoncé e Jay-Z, una delle coppie più fluenti del panorama artistico globale.
Beyoncé è la quarta donna al mondo ad aver indossato il Tiffany’s Diamond, risalente al 1877, nonché la prima donna nera a farlo. Chiaro segnale della volontà del brand di dare spazio all’inclusività e alla rappresentazione, in ogni sua forma.
Ma cosa spinge un brand a fare rebranding?
Pensiamo che, secondo recenti studi, nel 2025 i Millenials e la Gen Z rappresenterà il 55% dei consumatori nel segmento moda.
Questo comporta un necessario cambio di rotta per i brand più esclusivi del settore, che devono adattarsi al nuovo target in espansione rinnovando la propria immagine e identità.
Il rebranding è, quindi, una strategia cruciale per i marchi di moda che vogliono mantenere la loro rilevanza in un panorama in costante evoluzione. Operazioni come quelle di Burberry e Tiffany & CO. dimostrano come il cambiamento non sia solo un’esigenza estetica, ma una necessità per adattarsi ai nuovi valori e aspettative dei consumatori.
Articolo di: Rebecca Sciscenti.
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